Verso una nuova umanità

Napoli, 3 Marzo 2020

Dal primo caso di contagio da Covid-19 in Italia, il flusso della nuova malattia del ceppo di Coronavirus che circola tra la popolazione si estende sempre di più. Ad oggi, 18 Marzo, contiamo più di 20.000 contagi ed oltre 2000 persone decedute. La curva esponenziale preoccupa principalmente l’istituzione sanitaria del paese che si ritrova ad affrontare il duro colpo della mancanza di posti letto in dimensioni d’eccellenza del campo medico, come la Lombardia. Le autorità hanno ben pensato di mettere in atto dei decreti che stabiliscano la sicurezza tra la popolazione, attraverso dei provvedimenti di isolamento dalla società. L’uomo diviene nuovamente la causa per il quale tutto il meccanismo istituzionale si muove. Garantire sicurezza, attraverso la sottoscrizione di un documento che giustifichi gli spostamenti permette di stabilire una linea tra il buon cittadino e quello cattivo, dunque aiuta alla comprensione sociologica attuale. Molte regioni infatti richiedono l’ausilio delle forze armate per bloccare le futili volontà dell’individuo che non rispetta ciò che è stato decretato oltre a stabilire una circoscrizione territoriale al fine di contenere la possibile fuoriuscita o, in rarissimi casi, l’entrata del virus. Si tratta di mettere in pratica un distanziamento sociale, evitando l’agglomerato di cittadini in spazi pubblici, cosa che ne limita l’espansione. Successivamente, non resta che analizzare il risultato finale sperato dalle istituzioni tutte: quello di vedere la molteplicità degli individui capaci di comprendere il proprio status di cittadini solidali, arrivando anche a limitare la propria libertà personale al fine di garantire quella sociale. Da sentimenti quali la paura e l’incertezza generate da catastrofi come questa, l’uomo riscopre sempre un nuovo tipo di umanità. Solo quando si ritrova a fare i conti con la paura della propria finitudine, l’uomo acquisisce la consapevolezza della propria condizione e ne diviene dominatore. Da qui la riscoperta della positività del futuro come obiettivo da raggiungere, oltre alla conservazione di sé, inteso come parte di una società omogenea. Dunque, la conservazione di quest’ultima diviene il fulcro per il quale l’istituzione agisce seguendo il concetto di biopotere che, secondo il filosofo e coniatore del termine Michel Foucault, è inteso come “l’insieme dei meccanismi grazie ai quali i tratti biologici che caratterizzano la specie umana diventano oggetti di una politica, di una strategia generale di potere”.

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