La leggerezza dell’umano

Se una reazione condizionata permette di agire secondo uno degli schemi mentali o emotivi analizzati nel complesso animale, un riflesso razionale può essere delineato nella sfera intellettiva che accomuna l’uomo alla capacità di agire secondo una logica. L’animale non-razionale agisce naturalmente seguendo la sfera emotiva legata all’adattamento dell’ambiente circostante, dunque come conseguenza a quest’ultimo. L’uomo, d’altro canto, agisce esclusivamente seguendo i propri schemi di adattamento legati alla propria conservazione e successivamente all’ambiente che vive. Si tratta di una differenza sottile ma sostanziale in termini di armonia del tutto nell’evoluzione naturale delle cose. In tempi di pandemia, questo ragionamento detta la linea guida dell’analisi comportamentale sociale e attuale. Per questo motivo, anche se risulta complicato analizzare la genesi della pandemia legata al Covid-19, si può comprendere apertamente uno dei motivi fondamentali per cui, in una fase successiva, si è diffuso in modo così sostanziale: l’egoismo umano. Le forme di egoismo sono differenti tra le specie: se in quella non-razionale è legata al puro istinto materno o di sopravvivenza, in quella razionale deriva da un insieme di azioni consapevoli e consequenziali al mantenimento del proprio status individualista, dunque volontario. La difficoltà nel cambiare le abitudini di una società territoriale o mondiale prosegue parallelamente all’impossibilità di convincere l’insieme degli elementi che la vivono a rimodulare le proprie azioni in vista del prossimo. L’incapacità razionale di un essere razionale è impossibile da comprendere, soprattutto per chi cerca di ricostruirla, analizzarla o di coglierla al fine di comprometterla.

L’uomo rende personale la distruzione ambientale in quanto sa perfettamente che, in tempi di pandemia, un guanto monouso gettato sul territorio personale resta infetto almeno per tre giorni. Un piccione invece è inconsapevole del fatto che la perdita del piumaggio è spontanea, dunque naturale. Differenze sostanziali tra chi provoca volontariamente un distanziamento personale dal corso naturale degli eventi e chi invece lo vive totalmente anche senza raziocinio. L’uomo rischia di divenire un nuovo virus per il pianeta e per chi naturalmente lo vive.

Virtual Street Photography

Red Dead Redemption 2

Nel periodo di quarantena, impossibilitato dalle ordinanze nazionali di andare in strada a fare fotografie, ho sviluppato un certo interesse nella cosiddetta virtual photography, ossia un tipo di fotografia che si basa nella cattura di immagini all’interno di un videogioco attraverso un software che permette di simulare le funzionalità di una macchina fotografica.

Red Dead Redemption 2

Ad oggi è chiamata photo mode: una modalità nata con la Playstation 2 e discendente del classico screenshot fatto da PC. Con essa è possibile proiettare la propria visione di fotografia, che sia legata ad un genere o ad una filosofia, all’interno del gioco, rendendo l’intera esperienza videoludica un continuo sviluppo creativo. Dalla ritrattistica alla paesaggistica, passando per la fotografia minimalista tale modalità permette di incrementare l’esperienza attraverso la visuale orbitale della scena e della libera scelta dei camera settings come la distanza focale e l’esposizione, lasciando ai più l’utilizzo dei filtri.

Red Dead Redemption 2
Marvel’s Spider-Man
Red Dead Redemption 2

Personalmente , in quanto esploratore della fotografia di strada, ho sentito l’esigenza di percorrere virtualmente le strade di vari videogiochi open world come Red Dead Redemption 2 della Rockstar Games e Marvel’s Spider-man della Insomniac Games.

Marvel’s Spider-Man

In questo modo, ho avuto la possibilità di cogliere l’enorme lavoro che gli sviluppatori contemporanei hanno fatto nel mettere in evidenza infiniti dettagli della vita quotidiana, che sia nella New York odierna o in un qualche Ranch del vecchio West.

Marvel’s Spider-Man

La virtual street photography nasce proprio dall’esigenza di esprimersi, seguendo le proprie necessità, in modo creativo come fotografo di strada in tempi di pandemia. La ricerca di una distrazione, che sia in linea con i propri interessi, è sicuramente la principale fonte di creatività in un momento in cui è facile scappare dagli stimoli.

Marvel’s Spider-Man

Oltre all’aspetto creativo, penso sia anche un ottimo esercizio per sviluppare l’attenzione. Si può, esplorando appunto i dettagli del videogioco, allenare la propria percezione visiva al fine di affinare i sensi nella ricerca dell’inatteso.


English Version


In the quarantine period, which was impossible by national ordinances to go to the street to take photographs, I developed a certain interest in the so-called virtual photography, a type of photography that is based on the capture of images inside a video game through a software that allows to simulate the functionality of a camera. It is called photo mode: a mode born with the Playstation 2 and descendant of the classic screenshot made by PC. With it it is possible to project one’s own vision of photography, which is linked to a genre or a philosophy, within the game, making the entire videogame experience a continuous creative development. From portraiture to landscape, passing through minimalist photography, this mode allows you to increase the experience through the orbital view of the scene and the free choice of camera settings such as focal distance and exposure, leaving the use of filters to most. Personally, as an explorer of street photography, I felt the need to virtually travel the streets of various open world video games such as Rockstar Games’ Red Dead Redemption 2 and Marvel’s Spider-man from Insomniac Games. In this way, I had the opportunity to take advantage of the enormous work that contemporary developers have done in highlighting infinite details of everyday life, whether in today’s New York or in some Old West Ranch. Virtual street photography arises from the need to express yourself, following your needs, creatively as a street photographer in times of pandemic. The search for a distraction, which is in line with one’s interests, is certainly the main source of creativity at a time when it is easy to escape from stimuli. In addition to the creative aspect, I think it is also an excellent exercise for developing attention. By exploring the details of the video game, one can train one’s visual perception in order to refine the senses in the search for the unexpected.

Il Posto più freddo

9 Marzo 2020

Ritrovarsi negata la possibilità di avere interazioni umane – che non siano necessariamente verbali – è stato un duro colpo per chi vive spesso momenti di elevata solitudine. Quest’ultima, a detta di alcuni, è una dimensione in cui è possibile ritrovarsi.  Invece, vi sono altri che la vedono come un momento di transizione verso la perdita totale di sé. Non è facile definire una soglia di stabilità al suo interno. Il problema sorge quando ci viene scagliata contro da conseguenze, da forze sottilissime, letali per alcuni, psicologicamente devastanti per altri. Quando al tutto viene aggiunta la possibilità della colpa, allora si può solo parlare di possibile crollo. Qui si parla di una solitudine imposta non dalle autorità o dalla politica sociale, ma dalla natura. Le cose dettate, all’uomo razionale non sono mai piaciute.

11 Marzo 2020

Stiamo vivendo un momento di solitudine globale. Che poi, mi sa tanto di un qualcosa che annulla il proprio senso, estendendosi alla moltitudine. Una solitudine del molteplice. Richiusi in casa a combattere con le armi che la globalizzazione ci ha dato in prestito. Giriamo per le deserte strade delle nostre città con fogli di carta che giustificano i nostri spostamenti. Mettiamo il bavaglio quando, per costrizione, dobbiamo avere interazioni con gli operatori sociali necessari. Si tratta di mettere in pratica un distanziamento sociale, non solo dalle proprie abitudini ma da quelle plasmate dalla società stessa.

13 Marzo 2020

In momenti come questi ci sono due possibili strade che le persone scelgono di perseguire: una è fatta di disciplina, l’altra di abbandono. Se vi è colui che cercherà di mantenere un ordine temporaneo nella propria vita, facendo tutto ciò che precedentemente era abituato ad eseguire, vi sarà anche colui il quale lascerà che il tempo scorra senza attribuirgli un valore funzionale. Il problema sorge quando non si ha la piena consapevolezza degli istanti.

14 Marzo 2020

La solitudine sorge anche quando, pur di rincorrere una piazza, ti ritrovi a vivere una realtà stretta, più o meno di 15 pollici. La piazza più grande mai esistita, pur sempre rivestita da materiale plastico, metallico e altra roba industriale. Un’estensione delle proprie emozioni a soccorso. Un separatore di sentimenti, comprensibili esclusivamente a quattr’occhi o al tatto, li rende futili alla sottile percezione umana.

15 Marzo 2020

Allora, ti ritrovi a dover lottare con qualcosa di più grande di te. Non sai come uscire da questa dimensione, a tratti schiacciante. Succede che, spinto dalla necessità vitale di respirare, vai alla disperata ricerca di ciò che permette di dare ordine, spesso anche all’estremo, alle proprie emozioni. Che sia una foto scattata dal balcone di casa o alla propria scrivania, che sia cucinare o leggere un libro, vale come tassello fondamentale verso una temporanea guarigione.

16 Marzo 2020

Date le circostanze, risulta più facile del previsto confondere la realtà dei fatti con ciò che ingloba la quotidianità. Osservare, da un punto di vista immaginario, quello che ci circonda attualmente è una costante. Un susseguirsi di eventi, notizie, piccoli cambiamenti non fanno altro che lacerare, anche se lentamente, il velo che ci divide dalla verità.

17 Marzo 2020

Queste percezioni, con il breve tempo, mutano, nel senso che divengono lentamente più sottili da cogliere, al punto di confonderle. Quando succede questo, vuol dire che la realtà che si vive non è più quella che sembra. Si distorce, si divide, si annulla quasi. Ma tu credi sia quella giusta da vivere. Credi sia quella di tutti i giorni, un insieme di abitudini. L’informazione che ne deriva aiuta i nostri sensi a coglierla come tale, ossia vera.

18 Marzo 2020

Nell’ombra delle proprie paure, una luce artificiale illumina le sfumature di un momento felice. Arriviamo a definire reali quei momenti di vita che nuotano nell’apparenza, come se fossero predisposti a nascondere l’incertezza degli stati d’animo effettivi.

21 Marzo 2020

È lunedì e, come ogni lunedì, succede che, nell’allontanare i pensieri negativi, la mente umana tende a suddividere gli istanti emozionali con quelli relativi alle facoltà intellettive. L’attenzione, come mediazione tra il sé e gli elementi esterni, è necessaria per spostare il flusso emotivo verso un unico. Ad oggi, per alcuni, ritengo il lavoro da casa come uno sfogo intellettivo da non sottovalutare nei confronti degli stress esterni.

23 Marzo 2020

L’informazione ossessiva è una di quelle cose che logora la mente. In determinate circostanze, la paura di sentirsi vicino al pericolo induce le persone ad analizzare brutalmente ogni parola detta o scritta proveniente dal mondo mediatico. Esistono le curve ascensionali delle possibilità, le analisi sull’espansione, la previsione, ma non la certezza che tale flusso possa investirti a prescindere dai dati. Non puoi sentirti in gabbia se hai le chiavi nel taschino.

26 Marzo 2020

Ogni giorno accogliamo, faticosamente nelle nostre vite, numeri, dati e differenze con quelli presentati precedentemente. Una vicinanza, seppur distante, sembra mettere in luce una lieve forma di empatia nei confronti delle persone tutte. Attendere, analizzare, o semplicemente annidare tali informazioni sono processi che, involontariamente, generano una sorta di conformità emozionale all’interno della struttura sociale, nel senso più esteso concepibile. Pertanto, risulta realmente difficile allontanare lo sguardo emozionale nei confronti di ciò che ci scaraventa verso la pura tristezza.

29 Marzo 2020
30 Marzo 2020
3 Aprile 2020
4 Aprile 2020
5 Aprile 2020

Un racconto degli istanti, narrato dall’insieme delle percezioni che mutano continuamente. Esse divengono lentamente più sottili da cogliere, al punto di confonderle. Quando succede questo, vuol dire che la realtà che si vive non è più quella che sembra. Si distorce, si divide, si annulla quasi. Ma si crede sia quella giusta da vivere, quella di tutti i giorni, ossia un insieme di abitudini. Il posto più freddo è la piazza che noi tutti stiamo attraversando. Una piazza priva gente, urla o canti ma colma di solitudine e tristezza.

Verso una nuova umanità

Napoli, 3 Marzo 2020

Dal primo caso di contagio da Covid-19 in Italia, il flusso della nuova malattia del ceppo di Coronavirus che circola tra la popolazione si estende sempre di più. Ad oggi, 18 Marzo, contiamo più di 20.000 contagi ed oltre 2000 persone decedute. La curva esponenziale preoccupa principalmente l’istituzione sanitaria del paese che si ritrova ad affrontare il duro colpo della mancanza di posti letto in dimensioni d’eccellenza del campo medico, come la Lombardia. Le autorità hanno ben pensato di mettere in atto dei decreti che stabiliscano la sicurezza tra la popolazione, attraverso dei provvedimenti di isolamento dalla società. L’uomo diviene nuovamente la causa per il quale tutto il meccanismo istituzionale si muove. Garantire sicurezza, attraverso la sottoscrizione di un documento che giustifichi gli spostamenti permette di stabilire una linea tra il buon cittadino e quello cattivo, dunque aiuta alla comprensione sociologica attuale. Molte regioni infatti richiedono l’ausilio delle forze armate per bloccare le futili volontà dell’individuo che non rispetta ciò che è stato decretato oltre a stabilire una circoscrizione territoriale al fine di contenere la possibile fuoriuscita o, in rarissimi casi, l’entrata del virus. Si tratta di mettere in pratica un distanziamento sociale, evitando l’agglomerato di cittadini in spazi pubblici, cosa che ne limita l’espansione. Successivamente, non resta che analizzare il risultato finale sperato dalle istituzioni tutte: quello di vedere la molteplicità degli individui capaci di comprendere il proprio status di cittadini solidali, arrivando anche a limitare la propria libertà personale al fine di garantire quella sociale. Da sentimenti quali la paura e l’incertezza generate da catastrofi come questa, l’uomo riscopre sempre un nuovo tipo di umanità. Solo quando si ritrova a fare i conti con la paura della propria finitudine, l’uomo acquisisce la consapevolezza della propria condizione e ne diviene dominatore. Da qui la riscoperta della positività del futuro come obiettivo da raggiungere, oltre alla conservazione di sé, inteso come parte di una società omogenea. Dunque, la conservazione di quest’ultima diviene il fulcro per il quale l’istituzione agisce seguendo il concetto di biopotere che, secondo il filosofo e coniatore del termine Michel Foucault, è inteso come “l’insieme dei meccanismi grazie ai quali i tratti biologici che caratterizzano la specie umana diventano oggetti di una politica, di una strategia generale di potere”.

The Mutability of Things

Naples, 2019

Being part of one’s own evolution means modelling what we can shape and live what we can live. The elements of nature come into harmony with the works of man in order to guarantee a harmony of the whole. Photography allows not only to capture events, but also to observe key moments in human history. The habits, the creations of man, the man himself are part of a dimension established on the basis of history. The latter is not by chance based on a chronological structure that sees in the evolution, more cultural than biological of man, the frame suitable for the snapshot of life. In particular, street photography allows us to grasp the change between these elements, which leads man to understand himself as an active part of the reality he lives.

Amsterdam, 2020

Paradoxically, the mutability of things emerges from every shot. We can observe and analyse every element within it in order to capture every moment of life. Doing this means grasping the sense of one’s own identity, now distributed in many categories. What are therefore for street photography? How can the latter build my cultural identity? The set of elements that surround the man are intended to create the background in which he must live in the best possible way. This is possible to notice it within the infinite nuances present in street photography. For example, the humour that emerges from a shot allows us to analyse the ways that man takes to relate to the other (whether it is an animal, another man or even an object); the silhouettes allow to observe from the outside the man according to a different point of view, in harmony with natural elements such as the sun, the shadows created by a tree or human creations such as buildings, cars, billboards, etc. We note that everything that has to do with the capture of a particular moment of human life means to immortalise a piece of change that is added to the history of man and the world. Only in this way is it possible to understand and analyse human evolution, through the elements that are incorporated into the cultural dimension from which it is crossed.The street photography, to the question that man has for centuries “who am I?”, Responds with a simple analysis in the confiscations of the moments he has immortalised over the years. This kind is therefore no less important than philosophical, philological and historical studies, as it is fully part of the branches of the human sciences that seek to better understand the nature of man. So, in conclusion, through street photography, I can define, at least from the cultural point of view, my identity as a human being.

Amsterdam, 2020

About

Class of ’94, born in Sarno in the province of Salerno. Graduated in Philosophy at the University of Salerno, aspiring high school teacher, is passionate since childhood to music and photography. In recent years, especially thanks to philosophical and anthropological studies, he has found the right compromise in Streetphotography to analyze the surrounding society. The search for the elements that nature offers mixed with people’s habits makes it possible to understand the essence of historical and ontological man.